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07-04-2017
Sull'onda dell'acquerello

Oggi scopriamo le opere di un artista che vive e lavora sulle rive del lago Maggiore, Massimo Ciavarella, maestro dell'acquerello...(continua su www.artevarese.com)



Massimo Ciavarella - Onde e fiori

“Si usano gli specchi per guardarsi il viso,
si usa l’arte per guardarsi l’anima”
(G.B. Shaw)

L’arte di Massimo Ciavarella è immersione: nei vortici spumeggianti delle onde, nella vitalità di giochi dialogici tra luce e colore, nei fili d’acqua lasciati liberamente scorrere sul foglio o sulla pergamena, fino al raggiungimento di cromatismi di forte ed originale effetto.

Sembra quasi di cogliere, in chiave pittorica, spunti del poetare ungarettiano, che affidano all’acqua il compito di portare alla luce le verità profonde ed essenziali dell’esistere. Acqua come ricerca, tempo, ricordo, culla di affetti.

L’artista racconta emozioni e pensieri del cuore con la vivacità descrittiva di acquarelli dai colorismi sapienti, in cui accostamenti accesi e schietti contrasti di toni si amalgamo, allacciano, separano, ricompongono in un movimento costante.

Il colore è energia, forza interiore capace di parlare e tradurre messaggi che appartengono alla profondità dell’io. Ecco allora che a dominare la scena pittorica sono il moto concentrico dell’onda che si riavvolge su se stessa prima di abbandonare la propria autorevolezza sul litorale, la prorompente eleganza del variegato e poliedrico comporsi di tinte decise in mazzi di fiori, la rasserenante delicatezza di ameni scorci paesaggistici.

Opere che segnano e raccontano il cammino artistico di Ciavarella, raccolto nell’esperienza degli ultimi quindici ed esso stesso portato alla luce da una istintuale immersione nel destino: un soggiorno sulle colline toscane, l’incontro, che forse nulla ha di casuale, con una pittrice intenta a riportarne sulla tela la pace del loro armonioso adagiarsi l’ una sull’altra e, istintiva e incalzante, una interiore vertigine di sensazioni che esigevano di essere trasformate in gesti figurativi e pittorici.

Nasce così l’artista che oggi, con elegante e garbata sobrietà, può raccontare un intenso percorso di ricerca, studio, passione. Un artista che, pur incanalando il proprio talento dentro strade guidate da maestri che lo accompagnano nell’acquisizione degli strumenti tecnico-figurativi e diventano riferimento importante, sa sempre a quale meta tendere: l’arte come musica, parola, poesia del cuore e dell’esperienza, l’arte che fa riaffiorare sensazioni e moti dell’animo, l’arte che è gusto e ricerca dell’essenziale, l’ arte che rende nuove tutte le cose.


Luisa Oprandi





Massimo Ciavarella: giovane, disponibile, solare come la sua arte.

DIVAGAZIONI SULL’ACQUARELLO


Le sue opere sono luminose e vivono la magia dell’attimo che fugge.

Arte luminosa – L’acquarello è per Massimo Ciavarella la tecnica pittorica d’elezione.
Gli è connaturata come il suo carattere di giovane artista disponibile solare aperto.
La mostra recente presso lo IAT di Ispra, “Acqua e Colore”, ha ottenuto molti consensi di pubblico
che si è ritrovato nei temi prediletti dedicati alla natura, vissuta dall’artista fuori dai percorsi
puramente accademici.

Se l’acquarello non ammette ripensamenti, ne ritocchi di studio, le opere di Ciavarella vivono
nella magia dell’attimo che fugge. Nell’immediatezza del momento è dato cogliere la bellezza
degli eventi naturali, che la tecnica lascia affiorare nelle luminose composizioni pittoriche.

L’incanto delle acque soprattutto, l’evidenza dei colori al tramonto o in pieno sole catturano
la sua ispirazione. Visioni infinite di mare e di monti innevati ritornano con diversi
effetti di luce, talora con il fulgore del sogno che allontana la realtà.
È una dimensione di un vivere pieno di suggestioni come solo i poeti e i pittori sanno evocare.
La padronanza della tecnica gli permette evidenze cangianti e molto vibrate.

Fabrizia Buzio Negri
Articolo originale


2 Agosto l'Associazione Ars Faber al vernissage dell'amico Ciava

Il 2 agosto eccoci ad Ispra per partecipare al vernissage dell'amico Massimo Ciavarella
in arte Ciava, il luogo è incantevole e la sua magia non viene annullata dal tempo grigio e piovoso,
anzi, ci viene da dire sembra di essere vicino all'isola di Avalon...

Ispra

Ad accoglierci Massimo con la sua semplicità e solarità e la sua arte che attraverso colori vibranti
"parla" del viaggio interiore che l'artista sta vivendo grazie a questa sua capacità creativa.
Le pennellate d'acquarello tracciano le emozioni e le sensazioni di questa esplorazione
interiore di Massimo per divenire fiori, paesaggi e "acqua". Ma le sue opere che ci hanno
maggiormente colpito sono proprio quelle ove l'acqua è protagonista, ove lampi di luce attenuano
il colore più cupo, ecco il mistero rappresentato dai toni blu scuro che attraverso le pennellate bianche
va svelando dei suoi segreti. D'altronde la Mostra è proprio intitolata: Acqua e colore. Certamente Massimo,
in questo periodo dipingendo, si è spinto oltre gli spazi delimitati (paesaggi di montagna o altro)
e si sta spingendo nell'Oceano, nei suoi palpiti, nelle sue onde, l'esplorazione di se stesso si fa
più ampia, ora non teme più... è come un gabbiano in volo sulla vastità dell'acqua che sotto di lui
gli mostra le bellezze e i segreti delle profondità degli abissi. Auguriamo a Massimo che
questa espressione artistica capace di dare emozioni a chi la guarda lo porti al successo
e sopratutto a quella conoscenza del suo universo interiore che solo lui può conoscere.

Si fa sera e uscendo dalla mostra ecco che il lago ci saluta con la sua bellezza che si fa un po'
austera per via del tempo uggioso ma continua a mantenere intatto il suo fascino.
Ciao lago Maggiore noi torniamo al nostro lago, alla prossima

... E arrivederci a presto Massimo con una bella mostra sul lago di Como in collaborazione con noi di Ars Faber...

Cronostoria di Eliana Presidente e Lara Vice-Presidente dell'Associazione Ars Faber



Massa Marittima è arrampicata su una collina che domina il mare:
qui, in un misterioso atelier di pittura, MASSIMO CIAVARELLA ha scoperto la sua vocazione di pittore, o meglio di acquarellista.

Un piccolo colorificio di San Gimignano gli ha poi fornito i primi strumenti di lavoro.
Iniziò così, nell’agosto dell’anno 2000, un lungo cammino che ha condotto l’Artista
attraverso diverse tappe, alcune delle quali determinanti, come gli incontri con
due valenti insegnanti: Maria Bergonzoni di Milano, che gli ha trasmesso i trucchi
della tecnica e Valeria De Molli, di Lonate Pozzolo, che lo ha guidato sulla difficile
strada dell’espressività personale.

Determinato e costante nella sua ricerca, Massimo Ciavarella ha gradatamente compreso
quanto la pittura poteva trasformare la sua vita, consentendogli di conoscere se stesso
e di esprimersi.

Ha sempre prediletto il paesaggio, da lui affrontato col piglio sicuro di chi sa padroneggiare
profondità e prospettiva e creare atmosfere grandiose e appassionate, tali da avvicinarlo
al romanticismo dei paesaggisti inglesi dell’Ottocento.

Ama anche rappresentare i fiori, creando composizioni, dove il colore si muove liberamente,
inseguendo la luce. Sono proprio i fiori, forse, a creare un trait d’union tra la sua produzione
figurativa e quella astratta: onde di colori, armoniosamente accordati e frammisti che esprimono
tutta la forza e la vitalità di un Artista capace di coniugare ricerca interiore ed espressione,
sentimento ed immagine.

Silvana Angela Ferrario



Il colore, l'acqua e la forza dei sentimenti: questa in sintesi gli elementi salienti dello stile dell'artista
che, prediligendo la tecnica ad acquarello, combina acqua e colore per raggiunge il massimo
della espressività e dei sentimenti che promanano dalle sue composizioni.

Il colore e le forme: questi sono i due elementi preponderanti dell'opera del "Ciava",
un giovane artista che da un decennio coniuga i suoi interessi per la Cromia e le discipline olistiche
con la passione per la pittura.

Dunque il colore come forza espressiva che, di volta in volta, assume forme potenti, sinuose
e materiche, al punto che nelle opere dell'artista si possono cogliere distintamente gli stati
d'animo che le hanno generate.

Tuttavia, rispetto alle prime esperienze astratte, si nota un progressivo interesse per
la natura intesa sia come paesaggio montano o collinare (assai suggestive le suggestive vedute
del Monte Rosa e delle sue valli, così come le colline toscane infuocate del tramonto)
e parimenti il mare nella serie di grande intensità emotiva delle ONDE.

Non solo, anche nei coloratissimi Fiori si nota la costante ricerca di un equilibrio
tra le cromie fredde e i rossi o gli arancioni più caldi che, non casualmente, si ritrovano
al centro della scena come un cuore pulsante di vita, quasi che i mazzi di rose o tulipani
vogliano rappresentare la passione dell'artista che emerge dalla fredda quotidianità.
Il sogno, forse, è "Elemental" ossia una forma, dove i diversi flussi di creatività si incontrano
per animare un mondo colorato e felice, lontano dall'attuale "Mio orizzonte" cupo e gravato
dal peso di nubi incombenti.

Prof.ssa Anna Elena Galli